Carissimi fratelli e sorelle di Custonaci, pace e gioia a tutti. È tempo di festa! La nostra Madre ci chiama alla sua presenza come ogni anno ad agosto. Preghiera, tradizione e gioia insieme. Sotto il suo manto ci ritroviamo come figli. Siamo alla 275a Festa, quest’anno è stato scelto il tema: Maria Madre di Cristo, invocazione usata da San Francesco dAssisi che ricordiamo nell’VIII centenario del suo dies natalis. Fermandomi a contemplare l’icona della Beata Vergine Maria di Custonaci, rimango colpito dal suo sguardo rivolto a Gesù Bambino. È un abbraccio di luce e di silenzio; è un incontro unico in cui la Madre di Dio unisce l’umano al divino, racchiudendo stupore, tenerezza e l’accettazione profonda di un mistero più grande, meditato nel cuore. Contemplando il volto del Figlio, Maria vede il Creatore che si fa creatura, debole e bisognoso di tutto. Il suo sguardo non è solo quello di una madre che allatta il proprio bambino, ma il riflesso di un’anima che accoglie la volontà del Padre. In quegli occhi che si incontrano, Maria custodisce ogni profezia e ogni promessa, sapendo già nel suo intimo il destino di salvezza e il prezzo del dolore che li attende.Questo incrocio di sguardi diventa un modello di preghiera e di contemplazione; guardare Gesù attraverso gli occhi di Maria significa imparare a fidarsi e ciecamente abbandonarsi all’amore di Dio e a riconoscere la sua presenza nella semplicità della vita quotidiana.Ecco l’invito che vi rivolgo in questa 275 a Festa: tenere fisso lo sguardo su Gesù Bambino. Era questo il motivo che indusse San Francesco nel 1223 a realizzare a Greccio il primo presepe della storia. Egli voleva «vedere con gli occhi del corpo» la scena commovente nella quale risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà.Contemplare significa fissare IO sguardo e dare il primato alla persona di Gesù. È lui stesso il Vangelo. A lui bisogna ” attaccane” il proprio cuore. Con Gesù bisogna instaurare una vera e profonda relazione interpersonale fino ad arrivare alla totale e piena conformazione. Cristo è la grazia che annuncia e dona forza per attuare il suo insegnamento. Solo l’amicizia con Lui rende forte e stabile la fede e consente che essa si sviluppi e si concretizzi nella carità. Per amare come Gesù bisogna avere fede in Lui, bisogna cioè tenere fisso lo sguardo alla sua persona.L’imitazione scaturisce dalla contemplazione. L’amore, ricevuto e donato, è tutto in questo sguardo che segna la vita e apre le porte dell’eternità. La persona che si lascia guardare da Gesù e da Maria è spinta ad abbandonare tutto e a seguirlo. Questo messaggio rimane valido per tutta la nostra vita. Siamo, infatti, chiamati a correre «con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo in Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,1-2).Un grazie all’Associazione Maria Santissima di Custonaci per aver scelto questo tema e per aiutarci a vivere con stupore e meraviglia la festa della nostra Madre e Patrona di Custonaci.
Dio vi benedica tutti e buona festa.
